Territorio

Montiferru, bue rosso (foto CCIAA Oristano)

Baratili San Pietro

 Indirizzo: via Chiesa 39, 09070 Baratili San Pietro (OR)
 Sito: http://www.comune.baratilisanpietro.or.it

Baratili San Pietro è un comune di 1300 abitanti circa della provincia di Oristano in Sardegna.

Il suo territorio pianeggiante è caratterizzato dai paesaggi incontaminati della penisola del Sinis, le cui spiagge sono distanti circa 18 km dal centro abitato e sono servite da un'efficiente rete stradale.

Il paese è noto per la sua tradizionale produzione di vernaccia, nome del vitigno tipico che domina i paesaggi pianeggianti.

L’economia è basata in buona parte alla lavorazione della vernaccia, prodotta in modo artigianale dagli agricoltori. Risultano ormai scomparse le produzioni artigianali legate alla tessitura e alla produzione di botti in legno.

Il territorio è stato abitato densamente fin dall′età fenicia, in quanto di pertinenza di Tharros.

Nel periodo medioevale appartiene alla curatoria di Campidano Maggiore o di Càbras nel Regno giudicale di Arborèa.

Decurtato per guerra il Regno di Arborèa nel 1410, Baràtili divenne un villaggio del Regno di Sardegna. A questa data i paesi della ex curadorìa di Campidano Maggiore, insieme a quelli delle ex curadorìas di Campidano di Simàxis e di Campidano di Milis, furono inclusi nel marchesato di Oristano e concessi a Leonardo Cubello. All′estinzione dei Cubello, nel 1470, il marchesato passò a Leonardo de Alagòn, al quale fu confiscato il 15 ottobre del 1477 in seguito alla sua ribellione nei confronti del viceré che non considerava legittimo il passaggio del marchesato all′Alagòn. Dopo la battaglia di Macomèr, l′Alagòn sconfitto si diede alla fuga; ma fu consegnato agli Aragonesi e imprigionato a Jàtiva, luogo in cui rimase fino alla morte.

In seguito alla richiesta dei cittadini di Oristano di mantenere unito il feudo, nel 1479 lo stesso re Ferdinando il Cattolico assunse il titolo di marchese di Oristano, e incorporò il feudo definitivamente nel Patrimonio Reale.

È probabile che il paese, in età moderna, sia stato più volte attaccato dai pirati barbareschi che frequentemente penetravano nei Campidani per compiere razzie.

Nel 1627 un′invasione di cavallette provocò ingenti danni all′agricoltura e nel 1652 il paese fu colpito dalla peste. A causa di queste calamità, il villaggio rischiò di spopolarsi.

Nel 1767 entrò a far parte del marchesato d′Arcais, formatosi con i territori già facenti parte del marchesato di Oristano, le cui rendite furono assegnate al nuovo feudatario, Damiano Nurra, unitamente al titolo di marchese d′Arcais. Le nuove condizioni furono particolarmente gravose per i paesi dei tre Campidani (Cabras, Milis, Simaxis), al punto che i vassalli si rifiutarono di pagare i tributi feudali. Alla morte del marchese di Nurra, il feudo passò al nipote Francesco Flores dal quale fu riscattato nel maggio del 1838.

Con regio decreto del 23 ottobre 1864, Baràtili cambiò denominazione in Baràtili San Pietro.

Con regio decreto del 10 agosto 1927 il Comune fu soppresso e aggregato a quello di Riòla (oggi Riòla Sardo); divenne nuovamente autonomo il 22 dicembre 1945.

Nel 1974 al paese venne aggregata una zona staccata dal Comune di Riòla Sardo.

La chiesa parrocchiale, intitolata a San Pietro, presenta schema planimetrico a croce latina, con facciata affiancata da campanile coperto da cupola a cipolla.